Monastero di S. Antonio e Chiesa di S. Francesco di Assisi

 

 

Borsetta M. Paola, I francescani conventuali a Rossano tra fine del 500 e inizio 800. Castrovillari 2021

«Monastero di S. Antonio, e chiesa di S. Francesco d’Assisi. Il B. Pietro Giannitelli da Castrovillari nel 1230 si adoperò per la edificazione di questo monastero, e comecchè era egli compagno di S. Francesco d’Assisi volle intitolare la chiesa a questo santo. Noi vedremo nella vita del B. Giorgio, che fin dal 900 ivi vedeasi una chiesa dedicata a’ santi Apostoli. Altra poi ve ne era sotto il nome di S. Elia, che distruttasi per ignote cagioni, quel suolo divenne il giardino del monastero. Nella soppressione fu venduto colle terre olivetate adjacenti al Principe Borghese. Ma è tutta via calda la divozione de’ Rossanesi, che corrono in questa chiesa ad impetrare la pioggia dal cielo».

da Luca de Rosis, “Cenno storico della città di Rossano e delle sue nobili famiglie”, Napoli, Nicola Mosca 1838, ristampa anastatica: Chiaravalle Centrale, Frama Sud 1978, pp. 189-190

 

Tutti gl’Istorici concordemente affermano, che il Beato Pietro fondò il nostro convento in Rossano, e primieramente Giulio Vagliaca, il quale nell’anno 1481 scrisse l’antichità di Rossano, e tutti gli avvenimenti, che accaddero nel suo tempo in un libro intitolato Memorie, che si conserva manoscritto, come riferisce l’eruditissimo Gianbernardino Tafuri.

Ecco le parole del citato Vagliaca, che morì nell’anno 1620: “Fuori le mura di Rossano vi sta il monistero di San Francesco d’Assisi, che fu fabbricato vivente il detto Santo, quando qua si portò il Beatro Pietro discepolo di lui”.

Lo stesso asserisce Don Carlo Blasco, che morì al dì 19 di Ottobre dell’anno 1706. E poiché San Leone di Corigliano, che fu martirizzato in Ceuta nell’anno 1227 vi fu Guardiano, come si vedrà nella vita dei sette Martiri di Calabria, evidentemente si deduce esser falso, che il detto convento fu edificato nell’anno 1231, come affermò Giovanni Fiore senza verun documento, benché i caliginosi antichi tempi non mi lascino ravvisare l’anno preciso della sua fondazione. Comecché il detto monistero fosse abbandonato da’ nostri Religiosi dopo il corso di centoventi anni a un di presso per le continue scorrerie de’ Turchi, tuttavia il mentovato D. Carlo Blasco soggiugne, che furono richiamati da Cola Miliarchi, Sindico di Rossano, come apparisce nel libro delle Conclusioni Universali, che si conserva nella città sudetta. Fu lasciato di bel nuovo ne’ tempi seguenti per le guerre insorte tra gli Aragonesi ed Angioini, che si schierarono nel campo, detto Santo Elia, che sta sotto il detto monistero, divenuto allora quartiere de’ soldati. Tanto però era fervida la divozion de’ Rossanesi verso il Beato Pietro, che nuovamente nell’anno 1527 invitarono i Religiosi a tornarvi, come fecero, e da quel tempo vi han tratto sempre il soggiorno. Per ischivare i disagi che soffrivano per la distanza dalla piazza e per gli assalti de’ fuorusciti, sino dall’anno 1539 impetrarono dalla Regina di Pollonia, che si chiamava Bona, ed era Principessa di Rossano, il grazioso consenso di edificare dentro la città il convento, nel luogo che veniva chiamato S. Croce; non mandarono però in effetto il loro disegno parte per la povertà, e parte per la trascuratezza. Frattanto i Padri Cappuccini tenevan d’occhio quel sito, che in Rossano è il più delizioso, e salubre. Ebbero tal polso di aderenti, d’amici, d’impegni, che i nostri buoni Padri si fecero canzonare e loro ceduto quel posto, di volo vi fabbricarono un agiato, e bel convento, tanto la loro povertà fu industriosa. Il nostro monistero fu illustrato da’ preclari suggetti.

[…]». Va notato che, oltre alle evidenti imprecisioni, l’atto qui trascritto del notaio Vito Antonio Criteni del 1694 non è presente nel protocollo né di quello né di altri anni.

da “Vita del Beato Pietro e cronaca dei Minori Conventuali in Calabria”, trascrizione di Tiziana Rizzo, introduzione e note storiche di Gianluigi Trombetti, Castrovillari, Amministrazione comunale di Castrovillari 2007, pp. 127-131: