Cattedrale dell’Achiropita

 

 

 

altare dell’Achiropita:

 

La cattedrale, probabilmente sorta in età altomedievale, conserva le tracce più antiche nell’affresco dell’Achiropita e nei frammenti di pavimento mosaicato di età normanna (negli scavi sembra siano stati ritrovati due livelli antecedenti al litostrato del sec. XII).

La parte presbiteriale e, in particolare, l’abside sembra risalire alla fine del sec. XIII mentre interventi sono registrati nel secolo XV (con finanziamento di restauri, apertura della porta merdionale e sistemazione dell’altare dell’Achiropita) e in quelli successivi con il nuovo soffitto ligneo, l’erezione di nuove cappelle e il rifacimento di altari fino al terremoto del 1836 che provocò notevoli danni, in conseguenza dei quali i lavori, iniziati subito dopo e proseguiti fino al 1914 ci hanno consegnato l’edificio tardo-barocco ripristinato che ancora oggo possiamo apprezzare.

La cattedrale si presenta oggi nella veste assunta dopo i restauri per i gravi danni del terremoto del 1836. La facciata settecentesca, ricostruita come il campanile che conserva tracce dell’affresco con San Cristoforo ma non le epigrafi del 1469, con i portali dà accesso all’interno, a tre navate con cappelle, ricco dei marmi frutto degli interventi del sec. XVIII e dei restauri dei secc. XIX-XX completati nel 1914 (al terzo pilastro di sinistra l’altare che racchiude l’affresco dell’Achiropita, già inserito in una nicchia con arco ribassato, probabilmente di metà Quattrocento) che conserva, nell’impiantito, i pochi resti del mosaico pavimentale di età normanna recentemente ritrovato. La zona presbiteriale rivela l’impianto gotico, risalente ai decenni a cavallo tra XIII e XIV secolo, come si palesa negli scomparti esterni dell’abside poligonale con rinforzi e barbacani. Nel fianco meridionale, oggetto di inteventi nel secolo XV, troviamo un portale ad arco acuto con profilo riquadrato (sulla cui chiave di volta si vede lo stemma del vescovo Domenico de Lagonissa, 1452-1459) affiancato da due tronchi di colonne in marmo di reimpiego.